di_continuo – Giona Messina Residenza d’Artista Arvima 2019

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Qual è il compito di un artista? Nel leggere gli intenti del progetto di_ continuo di Giona Messina, colpisce la ricorrenza di termini che fanno riferimento alla comunicazione, alla ricerca di un dialogo e di uno scambio vitale fra l’artista e il pubblico, sullo sfondo di una città, Pavia, da sempre luogo di intrecci culturali, favoriti dalla presenza dell’antica università.
Come un antropologo e archeologo, Giona esplora e studia la città e i suoi abitanti; il suo compito è di raccogliere espressioni e creare legami. Il simbolo di questi vincoli è dato dagli oggetti raccolti a testimoniare il passaggio di esperienze. Non si tratta di oggetti semplicemente trovati, né di oggetti di affezione, né di scarti, tanto per richiamare alcune tipologie che l’arte contemporanea ha utilizzato, dando vita a nuove estetiche. Sono oggetti ri-trovati, rubati alla città, reperti frutto di uno scavo interiore, scaturiti da un dialogo intimo con le persone incontrate, talvolta faticoso e non esente da turbamenti, persino da forme di sottile violenza, quando si invade la sfera privata di chi fino a poco prima ci era estraneo. Un’operazione di maieutica, la cui narrazione è affidata alle cose raccolte insieme e donate, poi assemblate dall’artista in geometrica tassonomia. Si ricostruiscono le connessioni di un percorso condiviso, il cui esito è un ipertesto con tracce provvisoriamente appuntate su comuni bacheche. Supporto povero, ma aperto a interferenze e aggiunte, che sottolinea la transitorietà degli eventi e degli incontri e si rivela il più idoneo per comunicare il contatto finalmente instaurato con il pubblico, co-autore dell’opera. Ci sono memorie e reliquie sotto forma di piccole immagini, un sacchetto di sabbia raccolta lungo il Ticino, annunci strappati dai muri, biglietti e scontrini, ciottoli, monete, piccole carte; pagine di racconti, vergate su carte lucide, sovrapponibili, con effetti da decrittare; persino un ritratto dell’artista, opera emblematica di un rispecchiamento reciproco. Molti di questi materiali, pregni di identità, sono cuciti insieme con una spillatrice ma più spesso con ago e filo rosso, un medium appreso dall’artista nella sua infanzia e che rileva la qualità grafica dei legami fra le cose, come una materializzazione del segno. I reperti dialogano con i disegni a pastello di Giona, schizzi veloci di monumenti, architetture e angoli urbani. Disegni, non dipinti, perché la pittura per l’artista richiede lentezza, concentrazione e isolamento, mentre il disegno conserva l’istintività, l’apertura e l’incompiutezza e consente a chi guarda la partecipazione attiva, il vedere attraverso gli occhi dell’artista e sperimentare una identificazione con lui. Le fotografie polaroid, coerentemente, si assimilano alla concezione disegnativa, trattenendo le apparenze nell’evocazione istantanea.
L’opera finale, temporanea, si configura come un archivio della memoria, costituito da piccole nature morte emotive, una biografia di cose il cui aspetto frammentario ricompone una mappa di geografia interiore.
Anna Mariani
Giugno 2019

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Residenza d’artista 2019: Giona Messina “di_continuo”

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presentazione residenza ArViMa 2019

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Vincitore bando residenza d’artista 2019

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ITA

Si informa che la Commissione di Selezione della Residenza d’Artista Ar.Vi.Ma. 2019 ha individuato in Giona Messina l’artista vincitore della borsa di studio prevista per il soggiorno di ricerca a Pavia, presso la sede della scuola, che durerà tre settimane a partire dal 3 giugno 2019.

ENG

Please note that the Selection Committee of the Ar.Vi.Ma. Artist Residency 2019 identified in Giona Messina the winning artist of scholarship scheduled for the research stay in Pavia, which will last for three weeks starting from June 3, 2019.

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Mostra d’arte degli allievi Ar.Vi.Ma. 2019

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